Ieri l’Ungheria ha celebrato la sua festa della democrazia. Come un fiume in piena, in un giorno è corso alle urne quasi l’80% degli aventi diritto, e il risultato è stato chiaro e inequivocabile: Péter Magyar, leader del partito TISZA interrompe i 16 anni di premiership di Viktor Orban e si impone con una maggioranza schiacciante, e noi plaudiamo alla sua vittoria.
L’Ungheria ha scelto di tornare centrale in Europa e di “mandare a casa i russi”, come recita uno degli slogan principali della campagna di Magyar. Lo scivolamento di Orban verso modelli e alleanze sempre più autoritarie non ha retto la prova del consenso, in una campagna elettorale che ha assunto i toni di una sfida esistenziale tra due modelli di stato contrapposti: democrazia popolare e autoritarismo oligarchico.
L’Ungheria non ha scelto la sinistra, come molti esponenti politici socialdemocratici stanno facendo intendere. I cittadini Ungheresi hanno scelto una piattaforma politica orgogliosamente liberal-conservatrice, figlia dei valori del Partito Popolare Europeo, del cui gruppo parlamentare fanno parte gli eurodeputati di TISZA.
Magyar ha vinto perché ha saputo porsi agli elettori come baluardo dello stato di diritto, parlando al cuore del suo popolo con un programma semplice e chiaro: smantellamento dell’oligopolio statale orbaniano e fine dello stato di emergenza perenne, sostegno alla classe media, fine dell’alleanza ambigua con Putin e normalizzazione delle relazioni con l’UE, in modo da sbloccare miliardi di fondi congelati dalle procedure di infrazione.
Come dichiarato dal Presidente del PPE Manfred Weber ““Gli ungheresi confermano che la nostra politica di centrodestra, incentrata sulle persone, vince le elezioni“.
Vince un programma popolare che non può e non deve esaurirsi in Ungheria. Magyar ha dimostrato che l’argine alle destre illiberali va costruito al centro del sistema politico, convinzione che noi di Alternativa Popolare da sempre facciamo nostra. Da oggi, il perno popolare dell’Unione si rafforza, e rinnova il suo ruolo-guida nel processo riformatore del nostro Continente, reso quanto mai necessario dagli sviluppi recenti della politica internazionale.
Nel congratularci e augurare buon lavoro al nuovo Primo ministro ungherese e alleato europeo, facciamo nostro l’impegno di rafforzare anche in Italia la piattaforma valoriale e politica popolare, al centro della politica e al cuore del paese.
Spinti dalla passione per la democrazia e dall’orgoglio delle nostre radici.
