L’Aula della Camera ha bocciato, con il voto segreto e il margine di un voto, l’emendamento presentato dal Governo per reintrodurre le preferenze nella legge elettorale.

La posizione di Alternativa Popolare è molto chiara: le preferenze sono il sale democrazia.

Impedire agli italiani di poter scegliere i propri rappresentanti, tanto più farlo nel segreto dell’urna, è un errore.

Vedere le Sinistre esultare come in una tribuna calcistica dopo la bocciatura, è l’ennesima conferma che del diritto alla rappresentanza degli italiani interessa ben poco.

Colpisce soprattutto l’atteggiamento delle opposizioni, che ancora una volta hanno preferito trasformare una questione di democrazia in una battaglia di convenienza politica. Da giorni la segretaria del Partito Democratico continua a sostenere che, di fronte ai tanti problemi del Paese, discutere della legge elettorale sarebbe una priorità sbagliata. Eppure proprio quanto accaduto in Aula racconta una verità diversa.

L’esultanza delle sinistre dopo la bocciatura dell’emendamento sulle preferenze dimostra infatti che la vera priorità, per chi oggi festeggia, è impedire ai cittadini di scegliere direttamente i propri rappresentanti. Se davvero la legge elettorale fosse un tema marginale, non si spiegherebbe una reazione così plateale per aver mantenuto un sistema che continua ad affidare alle segreterie di partito, e non agli elettori, la selezione di una parte significativa della futura classe parlamentare.

È una contraddizione evidente: da una parte ci si riempie la bocca di partecipazione, democrazia e coinvolgimento dei cittadini; dall’altra si difende con forza un meccanismo che concentra il potere decisionale all’interno dei palazzi della politica. Non è un caso isolato. Il Partito Democratico ha già dimostrato, anche nelle proprie dinamiche interne, di privilegiare le logiche degli apparati rispetto all’indicazione degli elettori: basti ricordare come l’esito delle primarie aperte, che avevano visto prevalere Stefano Bonaccini tra gli elettori, sia stato ribaltato dal voto degli iscritti, consegnando la segreteria a Elly Schlein.

Il voto parlamentare di ieri restituisce dunque un’immagine chiara del panorama politico italiano. I veri conservatori non sono coloro che chiedono di restituire agli italiani il diritto di scegliere, ma chi difende con determinazione gli attuali equilibri di potere. Conservare liste bloccate significa conservare il potere delle segreterie, conservare i parlamentari nominati, conservare un sistema che rende gli eletti più dipendenti dai vertici dei partiti che dagli elettori. E se, in questa occasione, a sostenere questo esito vi è stata anche una parte della maggioranza, è lecito chiedersi se non abbia prevalso, in alcuni casi, il timore di dover rimettere il proprio consenso al giudizio diretto dei cittadini.

Alternativa Popolare continuerà invece a sostenere una posizione limpida: la politica non deve avere paura del voto dei cittadini. Chi crede nella democrazia non teme le preferenze, le difende. Perché più scelta significa più responsabilità, più rappresentanza e più fiducia nelle istituzioni.

Condividi e commenta il nostro post sui nostri social, e segui il canale di Alternativa Popolare!