A seguito delle gravi minacce pubblicate in queste ore da un quotidiano di Teheran, Alternativa Popolare esprime massima solidarietà al Presidente del Consiglio Giorgia Meloni, attraverso le parole del Presidente Paolo Alli.

Le farneticanti minacce di vendetta apparse sulla stampa di Teheran contro i leader occidentali, tra cui il nostro Presidente del Consiglio, confermano una realtà brutale: governare le democrazie occidentali oggi comporta un’esposizione e una responsabilità massime. Guidare un Paese non è lo scherzo o il palcoscenico per slogan facili che certa antipolitica nostrana vorrebbe far credere.

Al di là del singolo e grave episodio di cronaca, questa vicenda impone una riflessione più profonda sul nostro destino collettivo. Vivere in un sistema libero non è una concessione eterna, ma una conquista che va difesa ogni giorno. Di fronte a un mondo progressivamente instabile, la “scelta di campo” dell’Italia non può essere liquida o negoziabile: noi siamo parte integrante e indissolubile dell’Occidente. 

In questa nuova era di contrapposizione globale, l’unità dell’Europa e dell’Alleanza Atlantica non è un vezzo burocratico o una formula retorica, ma l’unico vero scudo esistenziale che abbiamo. Dividersi significa consegnarsi all’irrilevanza o, peggio, diventare vulnerabili ai ricatti di chi odia il nostro stile di vita, la nostra libertà di pensiero e i nostri diritti civili.

Di fronte ai veri mandanti del terrore globale – le autocrazie che usano il fanatismo e la violenza come armi geopolitiche – non sono ammessi passi falsi o zone grigie. Dispiace constatare come in Italia esista chi ancora non lo comprende. Da un lato, assistiamo alle ambiguità isolazioniste dell’estrema destra di Vannacci e ai costanti distinguo di Salvini; dall’altro, ai continui segnali di cedimento e al pacifismo di facciata di Conte, di Alleanza Verdi e Sinistra e di ampie fette del PD.

Mostrarsi deboli, incerti o accondiscendenti verso i regimi autoritari nel nome di un finto realismo è un atto di irresponsabilità imperdonabile. Chi si professa leader in una democrazia ha il dovere della fermezza. Oggi più che mai, la difesa della libertà esige un fronte unito, senza sconti e senza calcoli elettorali a breve termine.