Roma, 24 marzo
Il risultato del referendum sulla giustizia “lascia amarezza e impone una riflessione profonda”, dichiara il presidente di Alternativa Popolare, Paolo Alli, commentando l’esito della consultazione.
È evidente che il voto politico contro il governo ha prevalso sulla valutazione nel merito di una riforma necessaria, pensata nell’interesse del Paese. L’Italia ha perso un’occasione per modernizzare il proprio sistema giudiziario e avvicinarlo agli standard europei.
Alternativa Popolare rivendica il lavoro svolto durante la campagna referendaria. Ci siamo impegnati con serietà e responsabilità per spiegare ai cittadini che si trattava di interventi utili e concreti, non ideologici. Ma il dibattito è stato inquinato da argomenti estranei alla riforma: dalla presunta difesa della Costituzione fino al rischio, del tutto infondato, di una magistratura asservita alla politica.
La sinistra ha rinnegato una propria storica battaglia per un calcolo politico di breve periodo. Una scelta che ha contribuito a spostare il confronto dal merito alla contrapposizione, inquinando il dibattito.
Lo strumento referendario ancora una volta si è trasformato in un su chi governa, dove è più facile dire no a prescindere. Questo è accaduto negli ultimi decenni, a parte il caso di referendum dal forte contenuto populista, come quello sulla riduzione del numero dei parlamentari, che ha avuto come unico esito quello di ridurre la rappresentatività dei territori e di rendere più complicato il lavoro del Parlamento.
L’alta affluenza è certamente un segnale positivo, ma emergono fratture evidenti: tra Nord e Sud, tra grandi città e territori, tra italiani residenti e all’estero. In molti casi le percentuali tra Sì e No risultano completamente ribaltate. Come classe politica non possiamo ignorare questi elementi.
Errori sono stati commessi, in primis dalle forze politiche a sostegno della riforma, ed è giusto prenderne atto. Siamo certi che il presidente del Consiglio saprà fare un’analisi seria del risultato e trarne le dovute conseguenze.
Alternativa Popolare resta convintamente nel campo dei riformatori europei. Continuiamo a fidarci della grande maggioranza dei magistrati che svolgono il proprio lavoro con dedizione e competenza e, allo stesso tempo, ribadiamo la necessità di proseguire nel percorso di modernizzazione del nostro sistema giudiziario.
Da parte nostra, c’è piena disponibilità a collaborare lealmente con il governo: mettiamo a disposizione idee, competenze, radicamento territoriale e la nostra appartenenza alla grande famiglia del Partito Popolare Europeo. L’obiettivo resta uno: rafforzare lo Stato di diritto e rendere l’Italia un Paese più libero, forte e efficiente.
