30 luglio 2025 – Sulla riforma per l’accesso alla facoltà di medicina voluta dal ministro Bernini interviene il leader di Alternativa Popolare Stefano Bandecchi:

“La nuova forma di accesso alla facoltà di medicina non si baserà più sulla cultura personale del candidato, elemento importante ma che non può da solo essere determinante per una professione delicata e complessa come quella del medico.
La nuova riforma ci darà la possibilità di vedere concretamente le capacità dell’aspirante medico durante l’espletamento della sua funzione di studente. Per la prima volta un ministro italiano, la prof.ssa Anna Maria Bernini, non si fa abbindolare da proclami teorici ma guarda in faccia la realtà applicando, oggettivamente, il merito.
Gli studenti che dopo il semestre potranno continuare a frequentare la facoltà di medicina e diventare i medici del nostro futuro, saranno veramente qualificati e lo avranno dimostrato sul campo.

Per la prima volta, dopo anni di chiacchiere, l’Italia sceglierà i propri medici esaltando quegli studenti che dimostreranno qualità e capacità specifiche nell’ambito medico. Nessuno studente potrà più lamentare discriminazioni: chi non è idoneo alla professione medica se ne renderà immediatamente conto verificando le proprie difficoltà nell’apprendere la materia e i docenti potranno, durante il percorso, indirizzarlo verso direzioni più attinenti e confacenti alle sue inclinazioni.

Il ministro Bernini potrà, giustamente, vantarsi di avere introdotto, per primo, il vero criterio del merito e della qualità. E se un giorno ci troveremo a essere salvati da un giovane medico capace e non avremo più casi di malasanità ed errori medici, dovremo onestamente attribuirne il merito alla riforma voluta, studiata e attuata dal ministro prof.ssa Anna Maria Bernini. Il silenzio che fino a oggi i miei colleghi hanno mantenuto verso questa riforma, lascia pensare che la tanto auspicata qualità spaventi, perché da oggi per accedere alla facoltà di medicina non saranno più possibili giochetti, raccomandazioni, clientele e malaffare ma vinceranno qualità, merito e intelligenza”.