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VACCINI OBBLIGATORI, LORENZIN: OGGI HA VINTO SALUTE DELLE PERSONE

VACCINI OBBLIGATORI DA 0 A 16 ANNI, APPROVATO OGGI IL dl DI BEATRICE LORENZIN

Lorenzin, vaccini obbligatoriRoma, 19 mag. – “Oggi ha vinto la salute delle persone non il Ministero della Salute, ma la salute collettiva. E si è superata l’impostazione, secondo me sbagliata, che a fine anni ’90 ci fece passare sull’obbligo vaccinale da un sistema vincolistico ad uno lassista”.
Cosi’ il ministro della Salute, Beatrice Lorenzin, spiegando il decreto legge sui vaccini obbligatori al termine del Cdm.
In questi anni, ricorda Lorenzin, “c’erano già delle sanzioni previste, ma nessuno le ha mai viste attuare. L’obbligatorietà rimaneva dentro alla vita familiare, sfido io a trovare qualcuno che ha mai chiesto il libretto vaccinale. Ce ne rendevamo conto quando i figli partivano per l’Erasmus e ci venivano chiesti i vaccini effettuati”.

Ora si è arrivati ad un passo importante “grazie ad un grande cambiamento culturale che c’e’ stato in questi anni, non avremmo mai potuto fare questo decreto quattro anni fa”. Per il ministro si tratta di una sfida ormai irrinunciabile. “Ci sono bambini in coma nei reparti. Viaggio negli ospedali- conclude- ci sono bambini ricoverati di pertosse come non si vedevano in Italia da 30 anni”.

 

VACCINI OBBLIGATORI: LORENZIN, COME SI ESPLICA L’OBBLIGO DA 0 A 16 ANNI
Fino a 6 anni il bimbo non vaccinato non entra a scuola, poi scattano una serie di misure e sanzioni Roma, 19 mag. AdnKronos Salute) – L’obbligatorietà dei vaccini “è da 0 a 16 anni” ma “si esplica in modo diverso: da 0 a 6 anni, in caso di mancato rispetto dell’obbligo, il bambino non entra a scuola, né al nido né alla materna. Dai 6 ai 16 anni scattano tutta una serie di misure per cui: bisogna presentare a scuola il certificato delle vaccinazioni avvenute o attestare di essere in lista di attesa per alcune vaccinazioni. In caso poi di mancata vaccinazione il preside o il direttore scolastico deve effettuare immediatamente la segnalazione alla Asl, la Asl deve chiamare la famiglia, dando un tot di giorni per vaccinarsi. Nel caso in cui i genitori si rifiutassero di vaccinare i figli, si applicano una serie di sanzioni molto pesanti”. Così il ministro della Salute, Beatrice Lorenzin, dopo la conferenza stampa a Palazzo Chigi.

“Nello stesso momento – ha aggiunto il ministro – il direttore scolastico è tenuto a monitorare che nel plesso scolastico e nelle classi sia mantenuto ‘l’effetto gregge’, che ci sia dunque un’azione di immunità e di presenza di bambini vaccinati in numero congruo rispetto alla copertura”. Lorenzin ha spiegato che “con questa misura si pensa di intercettare quella larga parte di genitori che non vaccinano non perché hanno convincimenti contrari, ma perché non hanno avuto la percezione del rischio e del fatto che la vaccinazione è una fatto importante di sanità individuale e collettiva”.

Il decreto che introduce l’obbligo vaccinale a scuola sarà applicato già a partire dal prossimo settembre per l’inizio del nuovo anno scolastico. “Nelle norme transitorie – ha spiegato Lorenzin – stiamo prevedendo tutta una serie di accorgimenti per evitare intoppi burocratici di tipo amministrativo all’italiana che rendano questo sforzo vano e per garantire che chi deve recuperare un certificato o sta in lista di attesa possa presentare tutto”.

In ogni caso ha sottolineato, “qualora dovessi ravvisare una situazione di allarme che vada oltre, ho potere di ordinanza e quindi di intervento che non ho timore di esercitare. Non l’ho fatto fino ad oggi perché penso che possiamo intervenire in modo puntuale – ha osservato ancora il ministro – dando un percorso certo nell’azione delle vaccinazioni”.

Il testo approvato oggi in Consiglio dei ministri scioglie dunque il ‘nodo’ dell’età dei bambini, mettendo fine anche al contrasto tra il ministro della Salute Beatrice Lorenzin, che puntava alla fascia 0-10 anni, e il ministro dell’Istruzione, Valeria Fedeli, che lasciava escluse invece le scuole dalle elementari. Per nido e materne, dunque, i bimbi non vaccinati non potranno iscriversi a scuola, mentre una serie controlli, certificazioni e sanzioni punta ad abbracciare l’arco della scuola dell’obbligo.