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Luca Avagnina

L’attenzione ai giovani ed il controllo del fenomeno della fuga dei cervelli all’estero, sono due dei capisaldi della campagna elettorale di Luca Avagnina. Lui è il noto podoiatra sanremese che in questi anni ha messo a disposizione le proprie conoscenze a disposizione di molti campioni dello sport. In queste elezioni europee del 26 maggio, Avagnina ha scelto di candidarsi insieme alla figlia Silvia Camilla, tra le fila di Alternativa Popolare per il PPE, Partito Popolare Europeo.

Abbiamo chiesto al candidato che cosa abbia spinto sia lui che sua figlia a fare questo passo nel mondo della politica per l’Europa. “Proprio perchè in questi 8 anni abbiamo dovuto spostarci in vari paesi dell’Europa e specialmente la Spagna e abbiamo visto le difficoltà che ci sono sia per poter andare fuori a studiare ma soprattutto per tornare nel proprio Paese ed esercitare tutte le professionalità acquisite nelle migliori università europee. – spiega Luca Avagnina – Da questo è nata la nostra voglia di cambiare un sistema e di creare un Europa vera, non finta, non a mezz’asta, dove ci sia veramente un libero scambio di persone, di formazione, di cultura ed eccellenze”.

Come mai avete scelto Alternativa Popolare? “E’ una forza di centro, alternativa a Forza Italia e si trova sotto l’egida ed il simbolo del Partito Popolare Europeo. Quindi, in questa area moderata cerchiamo di dare un alternativa a chi, stanco della vecchia politica e dei vecchi politici che si ripropongono in continuazione, vuole un’area fresca e giovanile. Ecco perché il nostro slogan, due generazioni, un’Europa per la nostra e la loro generazione e per il futuro dei nostri giovani, è diventato il nostro simbolo di battaglia. – sottolinea il candidato alle Europee – Noi crediamo che ci debba essere un grande rinnovamento ed alleggerimento di chi si occupa di queste cose per poter arrivare finalmente in un’area moderata e non estremistica in un’Europa veramente utile. Oggi con i grandi blocchi internazionali, Cina, Russia, India e America, non avere un’Europa e combattere come singola nazione a nostro avviso non può dare grandi risultati poi con tutto rispetto che l’Italia deve avere all’interno di questa coalizione. Ecco perchè all’interno di questa area moderata di centro, il Partito Popolare Europeo ci ha accolto, ci ha dato il suo simbolo e noi ne siamo fieri e orgogliosi del programma che loro hanno in procinto di fare per l’Europa”.

Come potrebbe influire la vostra elezione per la città di Sanremo? “Ci sta a cuore è la nostra città, Sanremo. Noi non abbiamo mai avuto un parlamentare europeo e quindi pensare che un cittadino sanremese, della provincia di Imperia, un ligure, possa riuscire in questa impresa sarebbe sicuramente un valore aggiunto per la nostra città anche perchè in questo contesto di turismo, di commercio, di floricultura e di qualunque altra cosa che la città di Sanremo ha come risorse, valorizzata e sfruttando le capacità che l’Europa dà nelle singole iniziative a chi vuole veramente fare, sarebbe una opportunità incredibile. Quando sei dentro le istituzioni e diverso dall’esserne fuori e questo ti permette di sapere come muoverti e sfruttare opportunità che altrimenti verrebbero perse sia in termini economici che di sviluppo e crescita”.

Quella comunemente viene definita come la fuga dei cervelli all’estero, è una problematica di attualità che colpisce i giovani in cerca di un lavoro. Ogni anno sono tantissimi i liguri che lasciano la propria casa per andare in Europa a formarsi ed il più delle volte per trovare un lavoro. “Mi sono candidato con mia figlia perchè lo faccio più per lei che per me, ovviamente, ma come lei tutti i giovani che vogliono emergere, che hanno voglia di fare, di trovare un lavoro e lavorare nelle massime eccellenze. Oggi in Italia abbiamo delle buone università ma in Europa ne esistono di eccellenti in alcuni campi. Il problema è che non c’è un riconoscimento delle professionalità acquisite e quindi molti dei nostri giovani emigrano. – conclude Avagnina – Abbiamo avuto 130mila giovani che sono andati all’estero e non sono più tornati. Si parla di un fenomeno in 10 anni di 700mila persone. Quindi mentre tutti parlano di immigrazione che è il tema che colpisce e fa paura e che comunque è il tema di attualità che hanno cavalcato altri, la nostra campagna elettorale è più sull’emigrazione perché forse è giusto decidere quanti e come contenerne tra gli immigrati in arrivo ma lasciar scappare le nostre menti eccellenti i giovani e farli andare fuori perchè non hanno possibilità in Italia forse è un peccato ancora più grande”.