Bandecchi sbarca in Campania: un estratto dell’intervista per Golfo24.it:

Lei si candida a Presidente della Campania. Un messaggio che ha colpito molto, soprattutto chi lavora e produce, in particolare sull’isola, dove per fortuna ci sono ancora tanti imprenditori e lavoratori attivi. Lei ha dichiarato: “Sarò il Presidente di quelli che si svegliano alle sei del mattino per lavorare e produrre”. Cosa intende dire:

“Io sono arrivato qui venti minuti fa perché stamattina ho lavorato. Era sabato, ma ho comunque dovuto lavorare. [..]. Domani rientrerò a casa verso le due e mi concederò soltanto poche ore di riposo. Tutta la settimana scorsa, dal lunedì al venerdì, sono uscito di casa alle sette e mezzo del mattino e non rientrato prima di mezzanotte. Questa è la vita di un uomo che lavoro [..]. Questo l’unico modo che conosco di vivere: lavorare, produrre, creare ricchezza. Non esiste alternativa per me”.

Perché sostiene che la Campania possa diventare il motore di Italia?

“Perché la Campania ha cinque milioni e mezzo di abitanti. E non dimentichiamo che, al momento dell’Unità di Italia, era lo Stato più forte della penisola. Oggi invece si racconta che Napoli e la Campania fossero terre di briganti [..].

Cosa si sente di dire ai cittadini della Campania? E se un ischitano, uscendo da qui, le chiedesse una parola di conforto, cosa risponderebbe?

“Direi questo: noi campani, ma in realtà tutti gli italiani, me compreso, abbiamo una responsabilità [..]. Anche io ho votati sempre gli stessi falliti, ho creduto alle loro bugie. Le faccio un esempio: si sarebbe mai operare due volte dallo stesso medico che ha sbagliato un intervento, le ha tolto il rene sbagliato, poi pure un pezzo di fegato al posto della milza? Mai. Eppure in politica facciamo questo: ogni giorno ci portano via un pezzo e noi continuiamo a votarli [..]. Ognuno deve fare i conti con se stesso, basta illusioni”.