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Lorenzin: “Non torneremo con Silvio, lui lancia una bad company. Pure Matteo ci vuole morti`

23 luglio 2017 – Brutto periodo, ministra Beatrice Lorenzin? Rimarrete in pochi, in Ap?
«No, saremo in tantissimi e sui territori aumentano le adesioni, come dimostrano i risultati alle ultime amministrative. È semplicemente in corso l’ennesima opa ostile. Non è la prima, perché noi siamo un’anomalia per il “Renzusconi”. Le hanno tentate tutte per farci fuori».

Chi vi vuole “eliminare”, Berlusconi e Renzi?
«Tutti sanno che Renzi ha detto che l’alleanza con Alfano era impossibile, provando a eliminarci con la legge elettorale. E adesso c’è Berlusconi, che benedice un’ipotetica alleanza con una quarta gamba di “scappati di casa” che lui chiama “traditori pentiti”…».

Intanto però avete perso un ministro. Ha sentito Costa?
«Non l’ho sentito. Umanamente mi dispiace. Abbiamo condiviso battaglie comuni su ius soli e famiglia, ma ha fatto la scelta sbagliata».

E lei non lo seguirà?
«Il mio telefono sta squillando giorno e notte, in tanti ci dicono “non mollate!”. Noi abbiamo costruito un partito, non ci interessano bad company. La verità è che o sei centro autonomo, o non lo sei. Essere una quarta gamba di Berlusconi non ha senso, perché gli elettori votano direttamente Forza Italia. E comunque non mi risulta che Beriusconi voglia la coalizione».

Però l’emorragia sembra continuare. Quando finirà il controesodo verso Arcore?
«Senta, la nostra è una scommessa non ancora vinta. Non è un gioco per signorine. Possiamo perdere, ma penso che ce la faremo. Ecco, se vogliono andarsene, lo facciano subito e ci lascino lavorare. Chi vuole cose semplici, vada ad Arcore».

Ma c’è anche chi, in Ap, vuole dialogare con Berlusconi e ricostruire il Ppe italiano. In testa c’è Lupi
«Tutti, in Ap, vorrebbero ricostruire il Ppe italiano. Ma devono volerlo anche gli altri, Berlusconi compreso. Ma come si fa, se non si abbandonano rancori e voglia di vendetta?».

Magari vi servirebbe anche un leader. Non ha funzionato neanche con Parisi, pare.
«Noi un leader ce l’abbiamo e si chiama Alfano. Abbiamo messo in gioco la leadership, proposto primarie, ma c’è chi dice: “Vengo e faccio direttamente il leader”. Succedono cose strane, sarà il caldo estivo…».

Col Pd l’alleanza è conclusa, come ha detto Alfano?
«Renzi ha sancito la fase finale di questa alleanza politica».

E allora perché sostenete ancora Gentiloni?
«È finita la collaborazione col segretario Pd, non con Gentiloni. Lo sosterremo perché il governo deve portare a termine il lavoro e approvare la legge di stabilità. Stiamo traghettando il Paese mori dalla crisi. Sta però alla maturità dei leader dimostrare nei prossimi mesi di essere capaci di superare l’instabilità politica».

È preoccupata per il 2018?
«Ricorda quanti mesi sono serviti nel 2013 per fare un governo? Invece di puntare all’l% in più, i leader pensino a questo. E non cavalchino l’onda populista, altrimenti la gente sceglierà gli “originali”».

Potrebbe aiutare la stabilità una legge elettorale di coalizione? Nel Pd d puntano molti, da Franceschini a Prodi e Orlando. Lei è d’accordo?
«Sempre stata di questa idea. Nei prossimi mesi la buona volontà dei singoli può fare molto, in questo senso».

Sempre che non cada prima il governo sullo ius soli Gentiloni ha promesso la fiducia a settembre. È sempre contraria?
«Siamo al 22 luglio, abbiamo provvedimenti importanti davanti. A settembre parleremo dell’agenda di settembre».

 

fonte: Repubblica